Il colloquio di Rudy, parte seconda: sul digital carisma.

Ricordate il colloquio di lavoro da me “inflitto” a Rudy Bandiera? Un anno – e un altro libro – dopo, abbiamo incontrato nuovamente il promettente giovanotto.

D. Rispetto a quando ci siamo incontrati circa un anno fa, ci sembra che lei abbia fatto un bel po’ di carriera. Da una Smart al Senato, insomma.
In breve, cosa ha imparato negli ultimi 12 mesi?

R. Ho disimparato! Ho disimparato a prendermi sul serio e ho disimparato a pensare che il fatturato sia poi così importante. Oh, capiamoci, il fatturato è importantissimo eh, ma dire no qualche volta fa meglio che dire si sempre.
Comuqnue mi piace pensare di essere maturato.

D. Ma perché un altro libro? No davvero, perché?

R. Ci sono quelli che dicono che scrivere libri è per quelli che hanno tempo da perdere, invece è del tutto l’opposto: questo l’ho scritto di corsa, quasi tutto, durante le vacanze natalizie mentre gli altri si abbuffavano di pandoro, ma non è nel mio stile frignare.
Quindi dico che un libro è un’occasione straordinaria per esprimere qualcosa che non trova altre modalità di espressione. Ah, ne sto pensando un altro eh 😀

digital_carisma_libro

D. Ma che cos’è allora questo famigerato digital carisma?

R. Eh… è tutto tranne la leadership. E’ la fusione tra due mondi che si sono sempre percepiti come separati ma che in realtà sono totalmente fusi, ovvero quello “reale” e quello digitale. Il digital carisma è la nostra attenzione verso gli altri, il nostro saper vivere ed essere gradevoli il più possibile.

D.  Non ho capito molto ma facciamo così, mi citi una legge a memoria e la argomenti con un esempio concreto.

R.   38. Fa’ la cosa giusta. Sempre.

Banale, no? Eh NO! Perchè il punto è la parola “giusto” non per noi ma in senso assoluto. Non sempre la cosa giusta per me è quella giusta in assoluto… ecco. Noi dobbiamo individuare la cosa giusta in assoluto e discriminare, scegliere.
Dopo un incidente in auto, simulare un male al collo per fottere l’assicurazione è la cosa giusta o no? Ecco… in casi “eticamente complessi” come questo si deve scegliere in base a quello che si è e che ci fa stare bene, in pace e sereni.
Questo esempio lo faccio nel libro… ma mica vi dico come va a finire.

D. Qual è il più grande errore che commettono nel web le genti in cerca di celebrità?

R. Cercare il like a tutti i costi, e cercare di infilare gli altri dentro alle cose senza che gli altri abbiamo la possibilità di sfuggire. L’errore è pensare che tutti si abbia voglia e tempo per seguire le cose di tutti: i tag ripetuti, per dire, sono una piaga assoluta.

D. In quale area desidera crescere, o, in altre parole, quali sono ora i suoi prossimi obiettivi di carriera?

R. Voglio SFONNARE! Mi piacerebbe andare in radio, in TV, sui giornali e chi più ne ha più ne metta, per portare in giro le 42 Leggi e fare stare meglio tutti! In realtà, restando sulla Terra, mi impegnerò per portare la mia azienda a una stabilità e a un organico tale che mi consenta di non lavorare ma cazzeggiare soltanto. Bello, no?

Siccome viviamo connessi e nulla sfugge, mi permetto di farle notare che lei ha espresso un po’ del suo vero pensiero qui:

(Quindi per un po’ sono riuscita a farlo riflettere, anche stavolta….)

rudypost

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