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9

DICEMBRE

COMUNICAZIONE

aNobii, il Tarlo della Lettura, o come trasformare i bit in atomi

More about aNobii
È nato un libro molto particolare, perché raccoglie recensioni di altri libri. E già qui. Il fatto è che le recensioni sono quelle scritte da una community di lettori, aNobii.com.
I membri di aNobii annotano ordinatamente le loro letture in librerie che possono essere visitate dagli altri, e danno voti ai libri, e li commentano. Questi commenti poi vengono a loro volta votati da quelli che passano di lì, e le recensioni più votate sono quelle visualizzate per prime nella pagina dedicata al libro. In breve, rating e review: economia della reputazione.
 
Ma se gli esempi più illustri di questo genere di economia si trovano nelle dot.com classiche (Amazon e eBay, solo per fare due nomi), aNobii ha fatto il passo in più: ha portato questa logica, sotto forma di contenuto statico, offline. Ha trasformato i bit in atomi. Con un risultato straordinario: un grande storytelling collettivo intorno all’esperienza di lettura.
 
Rating e review
Bella l’idea, ma da dove cominciare? Sono stati scelti i 100 libri più presenti in aNobii in un momento dato (che in questo caso era prima dell’estate 2009), e di questi sono state pubblicate le 5 recensioni più votate. Semplice, matematico, così non litiga nessuno. Il panorama risultava però un po’ troppo mainstream, e allora sono state aggiunte 100 bonus track, 100 libri meno presenti e però altrettanto interessanti, giusto per dare una vista anche su altri angoli della community – meno battuti ma non per questo meno degni di nota.
 
Storytelling
Le recensioni degli aNobiani sono spesso dei racconti dell’esperienza di lettura, oltre che commenti ai libri. È chiaro: l’aNobiano non è un critico letterario di professione, mediamente, quindi gli interessa condividere con autentico spirito comunitario, e se questo passa attraverso spericolati percorsi cittadini sui mezzi pubblici o reportage accurati sulle colonne sonore da associare allo scritto in questione, pace. O forse tanto meglio. Il risultato è una sorta di playlist di libri e di esperienze, appunto, che va oltre l’elogio e la stroncatura, perché diventa vita vera. Che in un Paese che legge poco o punto non fa mai male.
 
Online o offline?
Qualche giorno prima dell’arrivo del volume in libreria i commenti già fioccavano fitti. Uno degli argomenti sollevati era: ma perché dovrei comprare dei contenuti che posso leggere gratuitamente su internet?
 
Non saprei, a me viene in mente solo una risposta: perché un libro è un libro, e il fatto che i suoi contenuti siano disponibili altrove non necessariamente scoraggia l’acquisto. Pensiamo alla musica online: posso scaricarmela dalla rete, ma se un artista mi interessa davvero è assai probabile che mi comprerò il suo CD. Insomma, anche se il mezzo non è del tutto il messaggio, è indiscutibile che supporti diversi creino fruizioni diverse, a parità di contenuti.
 
Portare fuori dalla rete
Trovo che il libro di aNobii sia un’operazione culturale importante: dice a chi non vive in rete e di rete che Internet è molto altro e anche di più che bullismo, pedofilia e terrorismo. Fa portare a casa, a chi non vive in rete e di rete, un pezzo di rete, in una forma molto più familiare. In altre parole, propone un modello culturale sostenibile, rispetto a internet e a chi la vive come una minaccia.

E, dall’altra parte, mette in condizione chi dona il suo tempo (e i suoi pensieri, e la sua esperienza) alla rete di vedere oggettualizzato il frutto di tutto ciò, anche quando manca la luce. Non è bellissimo?
 
Per tutto questo, e per la passione che ci hanno messo, un grazie alle persone che lo hanno pensato e che ci hanno lavorato. Incarico Barbara Sgarzi, al secolo Blimunda, curatrice del libro, di girare i complimenti.



6 commenti

   montanaripaolo - scritto il 10/12/2009 09:46:21

Mi trovo molto bene con Anobii, trovo spunti e consigli molto interessanti. Ed è vero, si tratta di un'operazione culturale, è molto costruttivo. Viva la rete!

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   Blimunda - scritto il 10/12/2009 10:05:16

Grazie a voi e a tutti quelli che hanno partecipato, ci hanno incoraggiato e fatto sorridere durante lalavorazione, e grazia anche a tutti quelli che ne stanno parlando, bene o male, offrendoci nuovi spunti di riflessione.

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   giuliana - scritto il 10/12/2009 10:09:56

blimunda, è stato un piacere :)

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   marilde - scritto il 13/12/2009 16:57:10

Io sono una di quelle che non mi sono (ancora?) iscritta su Anobii perché temo davvero che ci passerei le notti. In generale non ho difficoltà a spegnere il computer, ma con Anobii...meglio che mi tuteli. E allora questo libro, già solo per questo motivo, mi pare un'ottima idea. Oltre a quelle scritte nell'articolo che condivido in pieno.

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   Lanterna - scritto il 14/12/2009 13:13:13

Ma davvero, carissima, tu credi che qualcuno che ritiene Internet un covo di bullismo e pedofilia andrà a leggere questo libro? Per carità, mai dire mai, ma temo che questo genere di persona non abbia neppure la curiosità di scoprire che cosa c'è di buono in Internet.
Detto questo, assolutamente bella l'operazione: sarebbe il regalo ideale per chi ama i libri ma non è ancora Anobii-dipendente.

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   giuliana ttv - scritto il 14/12/2009 13:19:09

lanterna, che dire? di per sé il libro si presenta come un libro "normale", e chissà, magari qualcuno si incuriosisce. in ogni caso rappresenta una bella case history su quello che la rete può "produrre" (lo metto tra virgolette perché è evidente che produce, ma mi riferisco sempre ai retelesi di cui sopra), e quindi male non fa. insomma, sarebbe bello.

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