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22
SETTEMBRE
STORIE
I diari delle Spighe: persone che raccontano storie
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Le storie e le risposte
Elaborare contenuti sulla base di un task ricevuto non è un’operazione neutra come scrivere sul proprio blog, ma somiglia di più allo svolgere un tema in classe. E, proprio come i temi in classe, alcuni post erano impostati come storie, racconti, narrazioni, altri come risposte a domande. Nelle prime settimane la distanza tra i due modi di approcciare il prodotto è stata più marcata, poi, lentamente, le risposte sono diventate sempre più simili a racconti.
Che significa?
Chi è abituato a scrivere (nel nostro caso i blogger) tende a dare sempre la veste di racconto ai contenuti che produce. Questa modalità può essere contagiosa, se applicata per un periodo di tempo congruo, e ottenere che anche persone non abituate a scrivere vengano stimolate a farlo.
Un tempo sufficiente
Proprio come quando due persone che si incontrano hanno bisogno di un po’ di tempo per rompere il ghiaccio, anche per i nostri diaristi è stato così. Più monadici i primi interventi, sempre più partecipati quelli successivi, fino a dar vita a una vera e propria conversazione.
Che significa?
Un progetto di conversazione non può durare solo qualche giorno, perché c’è bisogno di un tempo sufficiente a creare le dinamiche interne al gruppo che danno vita ad uno scambio reale.
Che significa?
Per produrre contenuti di qualità è necessario avere degli spunti validi – soprattutto considerando che non tutti sono copywiter, scrittori o giornalisti – e cioè capaci di far immaginare contesti senza suggerirne uno specifico.
Queste sono alcuni degli elementi emersi dal lavoro sui Diari Barilla. Ciascuno di essi è uno spunto per farci venire in mente nuovi progetti.





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