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Come trasformare l’odiato rientro dalle vacanze in un miglioramento personale

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Prendiamo ispirazione da un vero e proprio rito sacro del Marketing: il catalogo Ikea.

Il Catalogo Ikea si basa su un insight potentissimo e semplicissimo: al rientro dalle vacanze siamo più in contatto con noi stessi, al punto da sentirci scossi, insofferenti verso la nostra solita realtà e sensibilissimi al nuovo. La bellezza che abbiamo avuto la fortuna di godere ha fatto vibrare corde autentiche che la routine zittiva da mesi, e che riscopriamo con un senso di tenerezza e di stupore. Possiamo ancora emozionarci.

Insomma siamo così pieni di buoni, vaghi, ansiosi propositi, che al confronto Capodanno è uno scherzetto tra bambini.
E questo Ikea lo sa, da sempre. E infatti non distribuisce il suo catalogo a Natale, quando siamo intontiti e stremati dai doveri verso gli altri (cene a partire dai primi di dicembre, amici da chiamare, parenti, pranzoni, regali, spese), ma lo fa a fine agosto, quando abbiamo assaporato il piacere del tempo più lento per noi stessi e abbiamo anche una maggiore percezione del nostro corpo e del nostro spazio, che sono cose importantissime per la nostra autoconsapevolezza e autogratificazione.  Siamo assetati di decisioni coraggiose ma queste resteranno, nella maggior parte dei casi, sogni nel cassetto. A meno che, con qualche piccolo acquisto…

Pronto ad attenderci, là nella cassetta della posta in cui ormai arrivano ben poche cose piacevoli, il Catalogo Sacro si piazza senza esitazione sulla nostra stessa lunghezza d’onda, ci fa ancora sognare, ci illude – e non desideriamo altro che crederci – di poter prolungare quelle sensazioni di nuove atmosfere e nuove armonie che abbiamo appena provato, e ce ne riempie gli occhi.
Ambienti e oggetti fatti per scatenare quel riflesso: desiderare qualcosa di nuovo, desiderarlo per noi. E quel nuovo è a portata di click, anche se “il giro” (fisico) all’IKEA ha a sua volta il significato di un rito a cui è difficile rinunciare.

Come prendere esempio da Ikea e sfruttare queste energie positive non per creare l’ennesima disillusione, ma per fare dei passi avanti significativi?

Come disegnare e mettere in pratica una strategia che trasformi quella vaghezza d’animo, quella sete di avventure, in piccole azioni e soprattutto concrete?

Io ho appena scoperto il mio catalogo. E’ del tutto personale ma forse potrà essere di ispirazione per qualcuno.
Una mia strana caratteristica, infatti, è che non riesco a percepire fino in fondo la fattibilità di qualcosa se non la metto nero su bianco.
Diventa una specie di rito magico, un incantesimo personale che funziona più o meno così: se scrivo una cosa, poi devo farla materializzare.

Annotare, e poi passare all’azione.
E così qualche giorno fa ho scelto alcuni capitoli significativi della mia esistenza e ho diviso una pagina in sezioni. Ogni sezione nutre uno specifico bisogno di gratificazione (non mi spaventa definirlo così.)

  1. Persone e relazioni
    Per questa voce ho stabilito che voglio rinnovare un po’ le mie frequentazioni, incrementare le occasioni di svago e non limitarmi al lavoro (in questo tipo di lavoro, come raccontavo qui, l’intreccio tra personale e professionale è inevitabile). Ma come si fa? Posso scegliere nuovi interessi extralavorativi in base alle mie antiche passioni (per esempio, escursionismo e archeologia) e unirmi a gruppi che praticano queste attività. Ma soprattutto, posso passare in rassegna i miei tanti contatti “social” della mia città, per scegliere quelli che mi piacerebbe vedere di più, e conoscere meglio. Basta lamenti (“non ho abbastanza divertimenti”) e più iniziativa. Tutto questo viene annotato, perché se lo vedo scritto, in qualche modo lo faccio accadere.
  2. Alimentazione
    Ho negli occhi un drammatico side by side tra una foto in palestra di tre anni fa e una in spiaggia di pochi giorni fa. Quel confronto voglio tenerlo ben presente, nei prossimi mesi, per togliermi di dosso questi maledetti x kg. Ma siccome odio le diete e qualunque alimentazione di tipo punitivo, non cucino deliziose verdure e nell’anno passato ho già fatto mentalmente fin troppi progetti bellicosi miseramente falliti, ho deciso di usare un calendario, e introdurre un solo cambiamento per iniziare, che mi dia piacere al posto di dolcetti e patatine. Ho scelto un ingrediente che mi piace molto – lo zenzero – e lo userò per bere di più, altra cosa di cui finora ero praticamente incapace. E’ poco lo so, ma è un inizio. Terrò nota dei progressi.
  3. Letture
    Troppi libri noiosi sul comodino, troppi trattati di marketing e poca evasione? Facciamo una lista di autori e generi che ci regalano sorrisi e belle emozioni, e rifocilliamoci. Mettiamo via quelli che non siamo capaci di finire. La vita è troppo corta per sentirci obbligati a finire libri che non ci danno niente. Io ho riso di cuore per cinque minuti su una scena in un racconto di Camilleri, e fa niente se non era l’ultimo titolo di grido da condividere in bacheca agli amici social che chiedevano ansiosi cosa portarsi in vacanza (c’è stata un’epidemia di post di questo tipo ai primi di agosto…). Quella risata me la tengo solo per me.
  4. Viaggi
    Anche voi avete bisogno di viaggiare come dell’aria per respirare? Giù la lista dei posti che desiderate vedere, catalogati per distanze, budget, impegno di tempo. Pianificare dei viaggi è una delle occupazioni che mi dà maggiore piacere, ho deciso quindi che farò liste di desideri e cercherò di pianificare di più e meglio.

 Potrei continuare con: casa (effetto IKEA…) amore, sesso, non necessariamente in quest’ordine, ma non sarebbe la sede adatta, anche se il filo conduttore di questo post è, a ben guardare, il piacere.

Proseguite voi!

Commenti

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Un commento a "Come trasformare l’odiato rientro dalle vacanze in un miglioramento personale"

  • Fiore
    2 settembre 2015 - 11:33 Reply

    Grazie Flavia!
    È proprio vero, l’effetto Ikea è inevitabile…
    Da tempo ho un’idea che mi ronza nel cervello, è ancora non sono riuscita a concretizzarla: lavorare di meno. No, non perdendo tempo nel corridoio o al bar, ma proprio lavorando 3-4 giorni a settimana anziché 5.
    Non che mi sia chiaro come fare a conciliare questa follia col bisogno di uno stipendio e di soddisfazioni lavorative (che lavorando di meno inevitabilmente calano), ma almeno ora so…che devo mettere tutto nero su bianco.
    Grazie per l’ispirazione, un abbraccio!
    F

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