Lo schema "AMICI": il Marketing della Conversazione in 5 punti + 1

Questo post prosegue sulla scia del precedente, cercando di fornire una definizione e degli strumenti pratici in un mondo dai confini sempre più incerti.

Ecco le definizioni che oggi ho cercato per delimitare meglio il perimetro di un approccio al Marketing che mi interessa più di tutti gli altri: quello collaborativo/conversazionale. Ma cosa significa Marketing della Conversazione, in pratica?

 

Da Wikipedia:

Il buzz marketing, detto anche marketing conversazionale è quell’insieme di operazioni di marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca[Non del prodotto o servizio in questione?!][senza fonte]. Consiste cioè nel dare alle persone motivo di parlare di un prodotto, servizio, un’iniziativa e nel facilitare le conversazioni attorno a tale oggetto.

 

 Da fonti blog/Slideshare:

Il marketing conversazionale è la branca del marketing che si occupa di monitorare, gestire e incrementare la presenza di un’azienda sui social media e sui nuovi strumenti del real-time web.
Il termine viene usato per indicare la gestione della comunicazione integrata su tutte le diverse piattaforme di condivisione che il fenomeno web 2.0 mette a disposizione: wiki, social networking, content sharing, microblogging, etc.

 

oppure:

Il marketing conversazionale si occupa di:

  • monitorare la presenza di conversazioni su un preciso argomento (brand o settore di appartenenza)
  • ottimizzare la presenza di un brand sui canali social: gestendo i profili social ufficiali, simolando la produzione di contenuti creativi (attraverso contest, per esempio), stimolando l’engagement su blog, social, forum trasformando così il fan in portavoce del brand (ambassador)
  • gestire i momenti di crisi

 

No, non credo che ci siamo, ancora. Queste sono definizioni in cui non mi riconosco: la vera collaborazione non è buzz,  non è un PR/communication kit, non è social media marketing in generale, come in sostanza si ripete sopra.

Vi propongo quindi una definizione alternativa.

Per Marketing della Conversazione intendo quel marketing che fa incontrare gli obiettivi del brand con quelli delle persone, mettendo questi ultimi al centro, usando un approccio pull, e non push. Usa l’ascolto, la co-creazione, l’advocacy di valori e di modelli culturali, l’adesione a cause sociali, la vera collaborazione, apre le porte dei processi strategici dell’azienda e ne fa conoscere le motivazioni, tratta le persone da stakeholder qualificati.

Riassumendo:

Il marketing della conversazione è un approccio strategico al marketing che adotta, sia online che offline, la vera collaborazione con le persone, condividendo con loro le visioni e le strategie aziendali e mettendo al centro i loro obiettivi per creare valore condiviso e modelli di business sostenibile. Usa strumenti di ascolto, cocreazione e partecipazione.

Certo che la differenza tra una collaborazione di “facciata” e un’apertura vera, non è sempre facile da cogliere. Lo schema “AMICI”, con la sola aggiunta di una p :)  non avrà nulla a che vedere con i Talent ma vi ricorderà i requisiti fondamentali da rispettare per un buon progetto.

Eccolo qui:

conversationslide

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