Trend digitali – e non solo – per il 2015

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Non poteva mancare, in chiusura d’anno, un focus sui trend che influenzeranno i prossimi 12 mesi. Non abbiamo usato la sfera di cristallo ma abbiamo esaminato con uno sguardo più approfondito alcuni fenomeni già in atto, per capire le direzioni in cui si svilupperanno. Eccovi, quindi, cosa succederà nel (Global) Talking Village!

Lo sguardo complessivo

La fortunata posizione di chi si occupa di economia digitale è quella di lavorare per un settore che cresce. Per cui state tranquilli: considerati i gap ancora da colmare in Italia e nel mondo, nel 2015 cresceremo ancora, e a doppia cifra. So che questa affermazione è basata su un assunto ormai ridicolo, e cioè che il digitale sia un segmento della realtà sociale ed economica “separato” dal resto: ma la strada da fare per capirlo è ancora tanta, basta sedersi in un bar (per esempio quello in cui mi trovo ora), chiedere un accesso wi-fi insieme al cappuccino e poi osservare il modo in cui si viene serviti, per rendersi conto delle diverse velocità a cui viaggiano ampie fasce della popolazione.
Per quanto riguarda il classico ciclo di vita dei device:
– gli smartphone rallenteranno la crescita,
– i tablet sono ancora nello stadio del rapido sviluppo e toccano velocità di adozione mai raggiunte da desktop e notebook
– il traffico dati da mobile verrà trainato soprattutto dai video.

Gli investimenti dovranno allinearsi ai comportamenti di consumo

Guardando alcune semplici percentuali di tempo speso dalle persone “consumando” televisione, radio, stampa (in calo) internet e mobile (in crescita), rispetto alle rispettive percentuali di investimento pubblicitario, è evidente la grande opportunità del mobile. In particolare il connubio Social Media Adv e Mobile sarà più forte che mai: Twitter ha interamente basato la sua nuova piattaforma di advertising sulla segmentazione del target in base a network e dispositivi mobili.

Il Paid Social Media diventa uno standard

I social network, capitanati da Facebook, hanno virato decisamente verso i modelli paid: nelle aziende e nelle agenzie occorreranno esperti di sponsorizzazioni e promozioni non solo su Facebook, ma anche su Twitter o Pinterest. Al contempo, ancora più difficile e valorizzante diventerà lo sviluppo di professionalità in grado di generare EARNED media, ovvero conversazioni autentiche.

Le APP come parte della nostra esperienza

Un fatto incoraggiante è che, nel mobile, le revenue delle APP stanno crescendo più velocemente di quelle derivanti da pubblicità: forse perché l’utilità vince sull’interruzione? Esistono alcuni settori che diventeranno sempre più importanti per nuove App e Startup, e un indizio ci viene da un paio di dati impressionanti in USA: il costo dell’educazione in un College è cresciuto del 1,120 % dal  1978, e nello stesso periodo i costi sanitari sono cresciuti del 601%.

  • Istruzione e formazione: ognuno di noi impara in modi diversi, e le tecnologie digitali renderanno sempre più possibili le interazioni 1-to-1 (per esempio nello studio delle lingue, dove Fluentify è una delle tante opzioni) e percorsi personalizzati.Da una presentazione di Havas Worldwide sui prossimi trend di comunicazione:
    Self -Education and Self -Improvement :  Everyone needs to upskill to avoid replacement by robots, So learning has to become a lifelong process (…)  Solutions are proliferating (…) Mindfulness is the ultimate in self-control, one session at a time. Parents, students, governments and corporations will be looking hard at educational value for the money • A decline in internships and growth of paid formal apprenticeship schemes will serve the self-interest of employees and employers.

 

  •  Salute: monitorare il proprio stile di vita attraverso device è già una realtà in forte crescita grazie ai “fitness wearables”  e al boom di relative App, che saranno sempre meno geek e sempre più mainstream, grazie ad Apple Watch con HealthKit e agli smartphone che ci aiuteranno col sonno, l’umore, l’allenamento e molto altro.
    In futuro il “self tracking” dei parametri fisici diventerà uno strumento comune di condivisione tra medici e pazienti.

 

  • Inoltre  la “consumerization” della salute significherà che sempre più persone vorranno accedere a dati e customer review sulla qualità dei servizi e dei professionisti in ambito medico. A voi è capitato di leggere qualche review prima di recarvi in una struttura per una prestazione diagnostica, come un’ecografia o una risonanza? Dal punto di vista affascinante della conversazione applicata alla medicina, In Italia ISTUD conduce da anni studi e progetti sperimentali sulla Medicina Narrativa.

Un fenomeno importante nelle APP è poi l’unbundling, ovvero la loro crescente specializzazione e l’attivazione solo in presenza di condizioni e bisogni specifici:

“We’re entering the age of apps as service layers. These are apps you have on your phone but only open when you know they explicitly have something to say to you.
They aren’t for ‘idle browsing,’ they’re purpose-built & informed by contextual signals like hardware sensors, location, history of use & predictive computation.

Matthew Panzarino, TechCrunch

Non solo più video, ma nuovi video

Si moltiplica la condivisione di contenuti visuali (immagini e video), che traineranno il social media marketing. In Italia la polemica su Francesco Sole e Selvaggia Lucarelli è servita forse a far scoprire maggiormente un territorio di vloggers che acquisteranno crescente peso e presenza nel “mercato dei personal brand” o mercato degli influencer.
Ma non basta dire “più video”. Si moltiplicheranno anche diversi generi di video: saranno sempre di più quelli interattivi (questo è un esempio italiano).
Conoscete lo “spectator Gaming?”

Due implicazioni e due binari paralleli per il marketing:

  1. Automation, Dati & Analytics: Le maggiori piattaforme di social media marketing si attrezzano per offrire cruscotti di controllo sempre più dettagliati e sofisticati: statistiche e indicatori che servono a pianificare meglio. Questo conferma il movimento verso il paid media di cui parlavamo sopra, con tutte le sue regole del gioco.
  2. Vicinanza emotiva e relazioni: Eppure le persone chiedono vicinanza, utilità: sommersi da un mare di informazioni ed eventi condivisi in tempo reale, ci sentiamo iperconnessi e allo stesso tempo impotenti. Abbiamo bisogno di iniziative che si focalizzano sulla prossimità, sul piccolo e sul concreto su cui possiamo avere un impatto, su nuovi modi per sentirci fisicamente ed emotivamente vicini. In questo i piccoli brand locali saranno avvantaggiati rispetto alle grandi corporation che soffrono di una endemica mancanza di fiducia…ma non sempre è detto.

Conclusioni

Tante nuove esperienze “mobili”, condivisioni visive e nuove tipologie di video interattivi, app ancora più specialistiche, social media marketing come media a pagamento, ma anche al servizio di  bisogni umani fondamentali come il miglioramento della propria salute e delle proprie competenze, l’empowerment, la vicinanza e la relazione…

Le strade – numeri e anima, dati e sentimenti – sono conciliabili? Io penso assolutamente di sì. E voi?

 

Fonti: InternetTrends

 

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